Il 27 settembre, in prima serata, Canale 5 ha dedicato la propria griglia a “Il mio nome è Carlo” una miniserie televisiva che ricostruisce il percorso di Carlo Acutis il primo santo millennial proclamato da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025.
Il film, diretto da Giacomo Campiotti e co-scrittto con Carlo Mazzotta si propone come racconto accessibile a un pubblico giovane, ma con un valore pedagogico per tutte le età.
La miniserie tv “Il mio nome è Carlo” in anteprima su Canale 5
Prodotta in collaborazione tra RTI-Mediaset, Movie Magic International e Officina della Comunicazione, la pellicola ha al centro Samuele Carrino nel ruolo di Carlo, affiancato da Lucia Mascino e Flavio Parenti nei panni dei genitori, Antonia e Andrea Acutis.
Tra i personaggi di supporto spicca Brayan Palliyagoda nei panni di Rajesh, il giovane immigrato che diventa compagno di giochi e testimone della crescita spirituale del protagonista. La trama parte dal 1995 a Milano, dove il bambino dimostra subito una curiosità vivace per la fede e per la tecnologia, elementi che definiranno il suo futuro.
Tre fasi della vita di Carlo: bambino, preadolescente e adolescente
Il racconto è strutturato in tre segmenti distinti, ciascuno interpretato da un attore diverso, per rendere evidente l’evoluzione di un ragazzo che, nonostante la giovane età, sviluppa una spiritualità profonda.
Da un primo approccio timido all’Eucaristia, passa per l’attivismo nei confronti dei senzatetto di Milano, fino alla realizzazione di una mostra digitale sui miracoli eucaristici, sfruttando le prime potenzialità di Internet. Il tutto è narrato con uno stile dolce e arioso tipico di Campiotti, che evita moralismi e privilegia la semplicità comunicativa.
Il documentario “Carlo Acutis, il giovane santo” nei cinema italiani
Dalla programmazione televisiva, la storia di Acutis arriva anche sul grande schermo. Dal 15 al 21 ottobre, in più di 200 sale del paese, è in programmazione il documentario “Carlo Acutis, il giovane santo” diretto da Luca Salmaso e prodotto da Officina della Comunicazione, Nexo Studios e Our Films. Il film utilizza materiale inedito, foto private, video e testimonianze dirette di familiari, amici e persone che hanno conosciuto il ragazzo, offrendo una visione a 360° della sua vita e del suo impatto globale.
Un “influencer” della fede prima dell’era dei social
Il documentario evidenzia come Carlo abbia trasformato il web in uno strumento di evangelizzazione, creando una raccolta online dei miracoli eucaristici che ha raggiunto milioni di visitatori. Questo approccio lo ha reso il primo santo dell’era digitale capace di parlare direttamente ai coetanei attraverso linguaggi familiari: videogiochi, calcio e piattaforme di condivisione. Il racconto della sua lotta contro una leucemia fulminante, culminata nella sua morte a 15 anni, è presentato con rispetto, lasciando emergere la sua serenità e la sua accettazione del destino divino.
Il fascino di Carlo Acutis per le nuove generazioni
Il fascino di Carlo Acutis risiede nella capacità di coniugare una fede radicata con le dinamiche della vita quotidiana di un adolescente. Amava il calcio, i videogiochi e l’informatica, ma allo stesso tempo dedicava tempo ai più deboli e cercava di rendere l’Eucaristia comprensibile a chi vive ai margini della società. Il messaggio portato dal film e dal documentario è chiaro: la santità non è riservata a pochi, ma può emergere in gesti semplici, originali e non copiati, come sottolinea la frase ricorrente “tutti nascono originali, ma molti muoiono foto-copia”. La trasmissione su Canale 5 e la proiezione nei cinema hanno l’obiettivo di ispirare i giovani a vivere una fede attiva sfruttando gli strumenti della contemporaneità senza perderne il significato più profondo.
