Il panorama cinematografico contemporaneo è attraversato da tre notizie che, pur provenendo da ambiti diversi, condividono la stessa energia di rinnovamento. Da un lato, Laika Studios presenta Wildwood, l’ultimo laborioso film in stop-motion che riporta la tecnica artigianale al centro dell’esperienza collettiva. Dall’altro, la celebre pellicola Matrix rientra nelle sale italiane in risoluzione 4K, offrendo ai fan l’opportunità di rivivere una delle opere più influenti della fantascienza. Infine, il documentario Jodorowsky’s Dune arriva su streaming, svelando i retroscena del progetto cinematografico mai realizzato che ha alimentato l’immaginario di generazioni.
Questi tre eventi, seppur distinti, tracciano un filo conduttore: la volontà di confrontarsi con la storia del cinema, di valorizzare il lavoro manuale contro la frenesia digitale, e di dare voce a sogni interrotti. In questo articolo si analizzano i dettagli di ciascuna iniziativa, evidenziando le scelte artistiche, le tecniche impiegate e le implicazioni per il pubblico di oggi.
Wildwood e la rinascita della stop-motion di Laika Studios
Ambientato nei boschi incantati fuori Portland, Oregon, Wildwood racconta la giovane Prue McKeel, doppiata da Peyton Elizabeth Lee, nella sua ricerca del fratellino rapito da un gregge di corvi. La narrazione si dipana tra avventure fantasy e tematiche di crescita personale, tipiche del bildungsroman, e culmina in una lotta contro la spietata Governatrice Vedova, interpretata da Carey Mulligan. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Colin Meloy (2011), è rivolto a un pubblico che va dall’adolescenza all’età adulta.
La tecnica artigianale dietro il progetto
Per realizzare Wildwood, il team di Laika Studios ha impiegato più di quindici anni di lavoro meticoloso. Sono stati stampati 142.000 volti in 3D e oltre 3.800 piume per l’aquila gigante, con numerosi modelli dotati di meccanismi interni in grado di simulare il respiro. Il fondatore Phil Knight, co-fondatore di Nike, ha messo a disposizione risorse finanziarie tali da permettere questa produzione artigianale, dimostrando che la stop-motion può ancora competere con le tecnologie generate dall’intelligenza artificiale. Il risultato è un film che, pur integrando effetti visivi avanzati e stampa 3D, mantiene la “impronta umana” che caratterizza il lavoro di Laika fin dal suo esordio con Coraline (2009).
Matrix rivive in 4K: la classica rivoluzione torna sul grande schermo
Le iconiche sequenze di Matrix — la pioggia di codici verdi, i coriandoli di proiettili in slow-motion e la scelta tra pillola rossa e blu — saranno nuovamente visionabili in 4K nei cinema italiani dal 26 al 28 ottobre. L’evento, promosso da Nexo Studios nell’ambito della rassegna “Back to Cult”, si svolgerà al Multisala OZ di Brescia con proiezioni alle 21.40. Questo rimaneggiamento digitale permette di apprezzare dettagli inediti, come le texture dei costumi e le sfumature di illuminazione, che nei primi anni 2000 erano limitate dal supporto 1080p.
Programmazione e impatto culturale
Il ritorno di Matrix in alta definizione è più di una semplice operazione di nostalgia: è un riconoscimento del suo ruolo rivoluzionario nella storia del cinema d’azione e della fantascienza. Le analogie con capolavori come 2001: Odissea nello spazio di Kubrick e Star Wars di George Lucas confermano la posizione di Matrix come punto di svolta nella narrazione visiva e nella coreografia dei combattimenti. La programmazione di tre serate consecutive permette anche di creare dibattiti post-proiezione, favorendo una riflessione collettiva su tematiche di libertà, realtà virtuale e controllo tecnologico.
Jodorowsky’s Dune: il sogno mai girato ora disponibile su streaming
Il documentario Jodorowsky’s Dune, diretto da Frank Pavich nel 2013, arriva su HBO Max a partire dal 1° novembre, offrendo al pubblico la possibilità di esplorare il progetto cinematografico incompiuto ideato da Alejandro Jodorowsky negli anni ’70. Il regista visionario voleva trasformare Frank Herbert’s Dune in una esperienza sensoriale senza precedenti, coinvolgendo artisti di calibro come il fumettista Moebius, il designer H.R. Giger e la band Pink Floyd per la colonna sonora.
Un cast di leggenda e un mito incompiuto
Tra i ruoli ipotizzati da Jodorowsky spaziavano figure come Salvador Dalí, Orson Welles, Mick Jagger e Gloria Swanson, dimostrando l’ambizione di creare un film “oltre ogni limite”. La produzione aveva generato una “bibbia visiva” composta da migliaia di storyboard, disegni e concept art che ancora oggi influenzano registi contemporanei. Sebbene il progetto non sia mai passato alla realizzazione a causa di problemi di finanziamento, il documentario ne conserva l’eredità, mostrando come un sogno infranto possa continuare a ispirare la cultura pop.
L’arrivo di Jodorowsky’s Dune su streaming coincide con l’attesa per Dune: Parte 3 di Denis Villeneuve, amplificando l’interesse verso l’intero universo della saga. Questo momento offre agli appassionati non solo la possibilità di confrontare le visioni di diversi registi, ma anche di riflettere su quanto il cinema possa essere sia strumento di narrazione che di immaginazione collettiva.



