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Digger: le prime critiche al film di Iñárritu con Tom Cruise

Le prime recensioni di Digger accendono un dibattito acceso: da una parte l'interpretazione di Tom Cruise, dall'altra le accuse di sceneggiatura fragile e autopromozione.

Il settimo lungometraggio del regista messicano Alejandro González Iñárritu è stato scelto come uno dei più attesi dell’anno. Intitolato Digger il film vede protagonista Tom Cruise nei panni di un potente magnate del petrolio chiamato Digger Rockwell, costretto a fronteggiare una catastrofe climatica provocata dalla sua stessa azienda.

La pellicola, distribuita da Warner Bros., ha un budget di circa 130 milioni di dollari ed è programmata per l’uscita nelle sale il 1 ottobre.

Le recensioni più critiche: un film definito pomposo e superficiale

Alcuni critici hanno definito Digger un’opera priva di sostanza. Un giornalista di IndieWire lo ha etichettato come “un piccolo film acerbo e modesto che non ha altra ambizione se non quella di prendersi gioco dell’assurdità della propria esistenza”.

Il giudizio si è focalizzato sulla presunta autorreferenzialità di Iñárritu, accusata di creare sceneggiature traballanti e di nascondere una critica sociale troppo velata. Il Guardian ha persino teso la frase “il film più deludente dell’anno”, denunciando una narrazione intrisa di superficialità e di riferimenti post-moderni che si perdono nel chiacchiericcio scenico.

Critiche al lavoro visivo e alla regia

Altri osservatori hanno puntato il dito contro la fotografia di Emmanuel Lubezki storico collaboratore di Iñárritu, descrivendo le immagini come “sgargianti ma prive di colore, quasi come se la candeggina fosse stata versata nel lavaggio”.

La regia è stata giudicata eccessivamente autocelebrativa con giochi di scena che avrebbero sacrificato la narrazione in favore di spettacolarità.

Le lodi più entusiaste: una satira audace e una performance da Oscar

Alcune voci hanno invece celebrato Digger come una satira coraggiosa. Un critico di Deadline lo ha definito “una farsa ambiziosa che intrattiene, osa e suscita dibattiti”, affermando che il film invita lo spettatore a chiedersi “Che cazzo stiamo facendo?”. La interpretazione di Tom Cruise è stata descritta come una delle sue migliori, in particolare per un monologo di dieci minuti che avrebbe mostrato tutta la sua capacità di passare da una presenza scenica quasi teatrale a momenti di vulnerabilità emotiva.

Riferimenti culturali e potenziale impatto premiale

Alcuni recensori hanno paragonato Digger a classici come “Il dottor Stranamore”, ipotizzando che anche Stanley Kubrick avrebbe apprezzato l’uso di satira per denunciare gli eccessi dell’era del petrolio. Il film è stato presentato come un candidato serio per gli Oscar soprattutto per il ruolo di Cruise, che da 27 anni spera di conquistare il premio come miglior attore, dopo la sua precedente candidatura per “Magnolia”.

Prospettive per la stagione degli Oscar e la reputazione di Cruise

Il progetto rappresenta una delle più grandi puntate di Warner Bros. e sembra mirare a consolidare la rinascita di Tom Cruise nel panorama hollywoodiano, dopo anni di controversie legate alla Scientology e alle speculazioni sulla sua salute. La pellicola ha ricevuto un riconoscimento di carriera l’anno scorso e ora punta a una vittoria competitiva. Se le lodi per la performance di Cruise e per la provocatoria satira si tradurranno in voti, Digger potrebbe diventare uno dei film più discussi della stagione premiabile.

Scritto da Chiara Lombardi

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