Argomenti trattati
Dal 23 gennaio all’8 marzo, il celebre Berghain, icona della cultura techno berlinese, si trasformerà in un palcoscenico per l’installazione Liminals dell’artista francese Pierre Huyghe. Questo progetto esplora le intersezioni tra arte contemporanea e scienza, promettendo un’esperienza unica ai visitatori.
L’accesso al Berghain è noto per la sua selezione rigorosa, ma in questa occasione il club si apre a tutti, permettendo di vivere l’atmosfera del luogo in modo inedito e senza le consuete restrizioni. Liminals rappresenta un’opportunità straordinaria per esplorare un ambiente immersivo che sfida le nozioni tradizionali di spazio e tempo.
Un’opera d’arte che sfida l’incertezza
Al centro di Liminals c’è un film che Huyghe definisce un mito moderno, in cui una figura umanoide e senza volto evolve attraverso stati mutevoli in un universo al di fuori delle convenzioni temporali e spaziali.
Questo lavoro invita il pubblico a riflettere sui limiti fragili tra il vivente e il non vivente, creando un dialogo continuo tra materia e coscienza.
Collaborazione tra arte e scienza
Huyghe ha collaborato con il fisico Tommaso Calarco per tradurre i principi della fisica quantistica in un’esperienza sensoriale. L’artista utilizza vibrazioni e suoni, generati grazie a simulazioni effettuate su un computer quantistico, per rendere percepibili le astratte proprietà della fisica quantistica.
Questa sinergia tra arte e scienza dà vita a un’atmosfera in cui le leggi della percezione umana vengono messe in discussione.
Un viaggio tra empatia e caos
Secondo Huyghe, l’osservatore che si immerge nell’opera è chiamato a confrontarsi con l’ambiguità dell’entità rappresentata, che trascende le condizioni di realtà e coscienza. L’installazione diventa quindi un veicolo per esplorare ciò che potrebbe essere o non essere, creando una connessione con il caos esistente. La figura, simbolo di un paesaggio dell’anima, si muove in un regno di incertezze, alludendo a un’esperienza di indeterminatezza.
La dimensione del liminale
Il concetto di liminalità è centrale nell’installazione: Huyghe lo utilizza per descrivere uno spazio dove più stati coesistono, proprio come in un sistema quantistico prima della misurazione. Questa esperienza immersiva invita il pubblico a esplorare i confini instabili della percezione, rendendo palpabile l’incertezza e la fluidità della realtà.
La scelta del Berghain come sede per Liminals è particolarmente evocativa, trasformando un luogo noto per la sua vita notturna in uno spazio di riflessione e contemplazione. L’installazione si propone, quindi, come un’opportunità per vivere un momento di introspezione in un contesto atipico, dove l’arte e la scienza si incontrano in un dialogo affascinante.
Liminals di Pierre Huyghe rappresenta non solo un’installazione artistica, ma un’esperienza che invita a esplorare le complessità dell’esistenza. Visitare il Berghain in questo periodo significa aprirsi a nuove forme di percezione e comprensione della realtà, un’opportunità da non perdere per chi si trova a Berlino.