Il 28 ottobre 2026 l’attore Patrick Stewart è venuto a mancare nella sua residenza di Los Angeles, assistito dalla moglie Sunny Ozell. La notizia è stata resa ufficiale dal suo agente Kelly Bush Novak, che ha precisato la presenza di una lunga lotta contro l’Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy. La scomparsa del veterano del cinema e del teatro ha subito suscitato commemorazioni da parte di colleghi, fan e istituzioni culturali in tutto il mondo.
Con più di sette decenni di attività, Stewart aveva accumulato una serie di riconoscimenti: quattro Emmy, due Golden Globe, una stella sulla Walk of Fame e il titolo di cavaliere conferito dalla regina Elisabetta II. La sua fama nasce dalla capacità di passare dal teatro shakespeariano a icone della fantascienza, incarnando personaggi che hanno fatto riflettere generazioni intere.
Dal palcoscenico di Shakespeare al grande pubblico
Nato il 13 luglio 1940 a Mirfield, nello Yorkshire, Patrick Stewart scopre la passione per la recitazione grazie a un insegnante di inglese che gli consegna una copia di Shakespeare. A pochi anni, entra nella Royal Shakespeare Company, dove per sedici anni interpreta ruoli celebri come Oberon, Shylock, Prospero e Re Claudio. Queste esperienze scolpiscono il suo approccio meticoloso alla parola, alla pausa e al gesto, elementi che più tardi arricchiranno le sue performance cinematografiche.
Il lavoro con la RSC gli permette di comprendere le sfumature di potere, vulnerabilità e responsabilità che animano i personaggi classici. Questa consapevolezza si traduce in una presenza scenica capace di rendere credibili motivazioni contraddittorie, un’abilità che ha poi reso Stewart ideale per ruoli dove la decisione è posta sotto pressione, come dimostra il suo passaggio al piccolo schermo.
Jean-Luc Picard: il comando come riflessione morale
Nel 1987 la TV americana lancia Star Trek: The Next Generation, scegliendo Patrick Stewart per il ruolo del capitano Jean-Luc Picard. Il personaggio incarna un modello di autorità basato su ascolto attivo, dubbi e valutazione delle conseguenze. Picard è capace di esitare, di accogliere obiezioni e di modificare il proprio giudizio, dimostrando che il vero comando è una relazione, non un semplice titolo.
Il legame con la saga prosegue nei film di *Star Trek* e nella serie Star Trek: Picard (2020-2023), dove il protagonista affronta dilemmi etici legati a intelligenze artificiali, diritti di specie aliene e il confine tra difesa e vendetta. La fantascienza diventa così un laboratorio di questioni morali contemporanee, e la presenza di Stewart rende queste discussioni parte integrante della narrazione, spingendo lo spettatore a riconsiderare le proprie convinzioni.
Charles Xavier e l’impegno verso le diversità
Nel 2000 Stewart assume il ruolo di Charles Xavier nella saga cinematografica degli X-Men. Il mutante paraplegico è sia maestro che mentore di una squadra di individui dotati di poteri straordinari, e personifica la tensione tra potere e responsabilità. Xavier dimostra che un dono non è automaticamente una certezza di saggezza, ma richiede formazione, empatia e una costante attenzione alle ricadute sui più vulnerabili.
Al di là della schermata, Stewart ha sostenuto la causa della violenza domestica collaborando con Refuge, l’associazione britannica che assiste donne e bambini vittime di abusi. Il suo racconto personale di violenze subite in giovane età ha dato voce a esperienze spesso taciute, trasformando la sua notorietà in uno strumento di sensibilizzazione e solidarietà.



