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30 Ottobre 2026

Patrick Stewart è morto: addio al capitano Picard e al professor Xavier

Patrick Stewart, icona di Star Trekk e X‑Men, ci ha lasciati all’età di 86 anni, chiudendo una carriera che ha attraversato teatro, cinema e televisione.

Patrick Stewart è morto: addio al capitano Picard e al professor Xavier

Il mondo dello spettacolo ha perso una delle sue voci più riconoscibili: Patrick Stewart è venuto a mancare a Los Angeles all’età di 86 anni. La sua scomparsa è stata annunciata dalla moglie, la musicista Sunny Ozell, che ha riferito che l’attore è spirato “circondato dall’affetto dei familiari, tra musica, preghiere, lacrime e risate”. Una lunga malattia neurodegenerativa, tra demenza a corpi di Lewy e Alzheimer, aveva già limitato le sue apparizioni negli ultimi anni.

Nel corso di più di sei decenni di attività, Stewart è divenuto un punto di riferimento sia per il teatro classico che per la fantascienza più popolare. Dalla Royal Shakespeare Company fino alla cabina di comando dell’Enterprise, ha tracciato una rotta unica, conquistando il pubblico di generazioni differenti.

La formazione teatrale e i primi successi sulla scena britannica

Figlio di una famiglia operaia dello Yorkshire, Patrick Stewart scoprì il suo talento recitativo grazie a un insegnante di inglese che gli mise in mano una copia di Shakespeare. A quindici anni iniziò a collaborare con un quotidiano locale, ma una scelta decisiva lo spinse verso il palcoscenico: una borsa di studio lo portò alla Bristol Old Vic Theatre School e, nel 1966, entrò a far parte della Royal Shakespeare Company, dove rimase per quattordici anni. Qui affinò una tecnica rigorosa, sviluppò la voce profonda che divenne il suo marchio di fabbrica e interpretò ruoli da re a eroi tragici.

Riconoscimenti teatrali

Durante la sua carriera sul palco, Stewart vinse due Laurence Olivier Awards e un Grammy per una registrazione letta, oltre a ricevere quattro candidature agli Emmy e una nomination al Tony per la sua versione di Macbeth nel 2008. Nel 2010 la regina Elisabetta II lo insignì di Cavaliere del Regno Unito, riconoscimento che sottolinea il suo contributo alla cultura britannica.

Il salto nella fantascienza: Star Trekk e il capitano Jean-Luc Picard

Nel 1987, a quarantasette anni, Stewart accettò il ruolo di Jean-Luc Picard nella serie televisiva Star Trekk: The Next Generation. All’epoca gli agenti lo consideravano un “attore sconosciuto” e il contratto di sei anni gli sembrava un “cappio al collo”. Tuttavia, la sua formazione shakespearica conferì al capitano una dignità e una compostezza rare nella fantascienza televisiva. La serie durò sette stagioni, generò quattro film e, più recentemente, ha dato vita a Star Trekk: Picard, una mini-serie che ha chiuso il cerchio narrativo del personaggio.

Il successo di Picard ha trasformato Stewart in una celebrità globale: la sua voce baritonale ha reso memorabili le dichiarazioni diplomatiche dell’Enterprise, mentre il suo modo di affrontare le crisi ha ispirato intere generazioni di fan. La capacità di coniugare autorità e umanità ha reso il capitano uno dei leader più amati dell’intero universo di Star Trekk.

Il professor Charles Xavier nella saga degli X-Men

Nel 2000, la stessa capacità di trasmettere autorità morale trovò nuova espressione nel ruolo di Professor Charles Xavier nella trilogia cinematografica degli X-Men. Accanto a Ian McKellen, che interpretava Magneto, Stewart incarnò il leader dei mutanti, un visionario che promuoveva la convivenza tra umani e mutanti. Il confronto verbale tra Xavier e Magneto divenne uno dei momenti più discussi dal punto di vista filosofico, in cui la saggezza dell’attore conferì profondità a una saga d’azione.

Al di là dell’impatto commerciale, il ruolo di Xavier consolidò la reputazione di Stewart come interprete in grado di dare spessore a personaggi “supereroistici”, dimostrando che la sua forza non risiedeva nei muscoli ma nella intelligenza emotiva e nella capacità di parlare di giustizia.

Autore

Chiara Lombardi

Chiara Lombardi, critica cinematografica con accrediti ai principali festival (Venezia, Roma), firma recensioni e analisi su film, registi e tendenze del grande schermo con rigore e passione per la settima arte.