Il 22 ottobre il grande schermo italiano accoglie la più recente versione di Ragione e Sentimento, una trasposizione di Jane Austen che si discosta dagli aggraziati cliché dei film di costume tradizionali. Sotto la regia di Georgia Oakley, l’adattamento punta a restituire la denuncia sociale nascosta tra le pagine del romanzo, mettendo in risalto le lotte economiche delle donne dell’Inghilterra della Regency.
Il film si apre con la tragica scomparsa del padre delle Dashwood, un evento che spinge la vedova e le sue tre figlie in una situazione di estrema povertà. Le rigide leggi di successione dell’epoca lasciano l’intera proprietà al fratellastro maschile, costringendo le protagoniste a rifugiarsi in un umido cottage del Devonshire. Da qui nasce la tensione tra razionalità ed emozione, incarnata dalle due sorelle protagoniste.
Un adattamento che mette in luce le condizioni sociali dell’Inghilterra della Regency
Oakley e la sceneggiatrice Diana Reid hanno scelto di non addolcire le dure realtà del periodo. Il matrimonio, in questo contesto, non è un gesto romantico ma un strumento di sopravvivenza. Ogni corteo è valutato in termini di patrimonio, titolo nobiliare e opportunità di mantenimento, e le protagoniste devono bilanciare desideri sentimentali e necessità economiche. La regista utilizza paesaggi cupi, piogge incessanti e contrasti di luce per riflettere la tempesta interiore delle sorelle Dashwood, creando così una narrazione visiva che rispecchia le loro incertezze.
Il ruolo dei costumi nella narrazione
La costumista Grace Snell ha optato per silhoutte sobrie e tessuti poco appariscenti, evitando l’opulenza tipica dei period drama. La palette cromatica è dominata da toni terrosi, mentre i dettagli – bottoni consumati, calzature consunte – raccontano la condizione di marginalità delle protagoniste. Questo approccio è stato ulteriormente amplificato dalla strategia del “method dressing”, in cui la stessa Daisy Edgar-Jones ha indossato gli abiti di Elinor durante gli eventi promozionali, portando lo stile del film al di fuori della sala proiezioni e creando attesa tra il pubblico.
Personaggi e interpretazioni: dal razionale Elinor al vibrante Marianne
Daisy Edgar-Jones interpreta con una sottile intensità la prudente Elinor Dashwood, dimostrando la capacità di trattenere le proprie emozioni pur affrontando la crisi familiare. Al suo fianco, Esmé Creed-Miles dona a Marianne una passionalità impetuosa, evidenziando la contrapposizione fra ragione e sentimento che dà il titolo al romanzo. Il cast di supporto è altrettanto curato: Caitríona Balfe ricopre il ruolo della madre vedova, mentre la giovane Bodhi Rae Breathnach aggiunge sprazzi di innocenza con Margaret. Gli uomini della storia – George MacKay (Edward Ferrars), Frank Dillane (John Willoughby) e Herbert Nordrum (colonnello Brandon) – rappresentano le diverse vie con cui le donne possono cercare stabilità.
Il cast internazionale e le dinamiche di potere
La scelta di attori provenienti da diverse realtà cinematografiche conferisce al film una dimensione globale. Fiona Shaw, in un cameo, aggiunge prestigio al progetto, mentre la presenza di attori come Frank Dillane e Herbert Nordrum sottolinea le tensioni di classe: Willoughby incarna il fascino spregiudicato, ma anche l’instabilità, mentre Brandon simboleggia la sicurezza di un futuro più maturo e affidabile. Queste dinamiche sono rese ancora più palpabili grazie alle scenografie contrastanti – dalle dimore sfarzose del Sussex alle case di campagna umide del Devonshire – che visualizzano il divario sociale al centro della trama.
In sintesi, Ragione e Sentimento di Georgia Oakley offre una lettura contemporanea di un classico della letteratura, con performance solide, una scenografia coerente e costumi che raccontano più di un semplice abbigliamento d’epoca. Il risultato è un film che invita lo spettatore a riflettere sulle costrizioni sociali del passato, ma che risuona ancora oggi nella discussione sulla parità di genere e sul valore della libertà economica per le donne.



