Nel 1988 John Carpenter dirige They live una pellicola che ha saputo coniugare azione, horror e fantascienza in una miscela sorprendente. Nonostante una durata di appena 90 minuti, il film offre un flusso continuo di eventi, metafore e colpi di scena che lo rendono una vera opera cult ancora oggi studiata e citata.
Il racconto nasce da Eight O’Clock in the Morning racconto di Ray Nelson del 1963, e viene trasposto in una sceneggiatura firmata dallo stesso Carpenter sotto lo pseudonimo di Frank Armitage. La storia segue John Nada (Roddy Piper), un vagabondo che arriva a Los Angeles, si imbatte in un predicatore cieco e scopre, grazie a degli occhiali speciali, una realtà dominata da alieni manipolatori.
Contesto storico e sociopolitico degli anni ’80
L’America dell’epoca è ancora avvolta dal clima reaganiano: l’ideologia neo-liberista spinge verso tagli al welfare, un consumo frenetico, la proliferazione delle reti televisive e l’espansione dell’industria militare. They live utilizza questi elementi come mostri simbolici, denunciando la perdita di identità e la dipendenza dal marketing. Il film, pur essendo ambientato in un periodo preciso, conserva un valore universale perché le dinamiche di manipolazione e di omologazione permangono nella società contemporanea.
Trama e personaggi chiave
John Nada, interpretato da Roddy Piper, è un anti-eroe privo di ambizioni eroiche: un disadattato che si ritrova al centro di una lotta impossibile. Dopo aver assistito a un predicatore cieco proclamare una profezia apocalittica, incontra Frank (Keith David), operaio di colore che lo introduce al mondo sotterraneo dei lavoratori. È nella chiesa abbandonata che Nada scopre gli occhiali che rivelano la vera natura delle persone e dei cartelloni pubblicitari: tutti messaggi subliminali, volti scheletrici e manipolazione aliena.
John Nada e la scoperta degli occhiali
Indossando gli occhiali Nada vede il mondo in bianco-nero, dove le insegne recitano Obey, Consume, Buy e le persone si trasformano in creature dal volto lacunoso. Questo strumento diventa la metafora visiva della denuncia al consumismo che permea la società americana: ciò che appare innocuo all’occhio nudo è, in realtà, una rete di controllo. Nessuno crede a Nada, che finisce per essere inseguitato sia dalle forze di polizia sia dalle creature aliene.
Messaggi allegorici e similitudini con altri film
Il film può essere paragonato a Zombie – Dawn of the dead (1978) di George Romero, dove i morti viventi rappresentano una massa consumista e apatica. Allo stesso modo, They live mostra gli alieni come una caste invisibile che governa dall’interno, sostituendo la classica minaccia esterna della Guerra Fredda con un nemico interno più insidioso. L’opera richiama anche L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel, ma aggiunge la critica al marketing e alla televisione, elementi che diventano i veicoli della propaganda aliena.
Stile visivo e influenze cinematografiche
Carpenter combina una regia spettacolare con una colonna sonora in stile jazz/blues, realizzata con Alan Howarth, che accentua il clima urbano e degradato di Los Angeles. Le scene d’azione, le sparatorie e i combattimenti sono coreografati con ritmo serrato, mentre l’estetica dei film cult degli anni ’50 è presente nei drone alieni che sorvegliano la città. L’uso del bianco-nero attraverso gli occhiali ricorda i classici B-movie di fantascienza, creando un ponte tra il passato e la critica moderna.
