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1 Novembre 2026

Cinema: thriller russo, commedia storica e nuovo film emiliano

Tre film dal fascino unico: un thriller politico, una commedia medievale e una produzione provinciale che prende vita tra i portici dell'Emilia.

Cinema: thriller russo, commedia storica e nuovo film emiliano

Il panorama cinematografico di questa settimana offre tre proposte che, pur appartenendo a generi diversi, condividono un punto in comune: la volontà di indagare i meccanismi del potere e le contraddizioni della società. Minotauro, diretto da Andrey Zvyagintsev, si propone come un thriller politico ambientato nella Russia contemporanea; Dio ride, la nuova commedia di Giovanni Veronesi, riscopre la forza della risata in un contesto storico oppressivo; infine Il topo di gomma, film emiliano girato a Pieve di Cento, trasforma la provincia in un vero set cinematografico.

Minotauro di Andrey Zvyagintsev: un thriller sulla decadenza della Russia

Il regista russo Andrey Zvyagintsev, celebre per Il ritorno e Leviathan, torna con Minotauro – Nel labirinto del potere, un film che fonde il classico thriller con una denuncia sociale. Ambientato in una cittadina di provincia nel 2022, il protagonista Gleb, dirigente aziendale, sembra condurre una vita ordinata finché non scopre il tradimento della moglie Galina. La scoperta innesca una catena di decisioni autoritarie, licenziamenti e violenza che trasforma Gleb in una figura quasi mitologica, il “minotauro” della propria esistenza. La produzione, sebbene girata a Riga per ragioni logistiche, ricrea fedelmente l’atmosfera di una Russia in crisi, con riferimenti diretti alla guerra in Ucraina e al deterioramento delle istituzioni. Minotauro ottiene un punteggio di 7,5 e ha conquistato il Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes 2026, confermando la capacità di Zvyagintsev di intrecciare famiglia e potere in una narrazione avvincente.

Parallelismi tra trama familiare e realtà politica

Il film costruisce un parallelismo inquietante: Galina, la moglie traditrice, rappresenta la “Grande Madre Russia”, mentre Gleb incarna la classe dirigente feudale, pronta a ricorrere alla violenza per mantenere il controllo. Lo spettatore assiste a un labirinto di relazioni clientelari in cui la giustizia è un concetto quasi assente. Il risultato è una visione cupa ma elegante, dove l’estetica formale si sposa con la crudezza dei temi trattati, lasciando lo spettatore con la sensazione che il futuro della nazione sia avvolto in nuvole di incertezza.

Dio ride di Giovanni Veronesi: il potere della satira nella Toscana del Seicento

Giovanni Veronesi, noto per la sua abilità nel trasformare le situazioni quotidiane in commedie di grande impatto, presenta Dio ride, ambientata nella Toscana colpita dalla peste del ’600. Il protagonista, il frate analfabeta Leopoldo da Casamacchia (interpretato da Pier Francesco Favino), conquista i fedeli grazie a un linguaggio semplice e a una capacità di ridere insieme a Dio, sfidando la rigida ortodossia dell’Inquisizione. Il cardinale inquisitore Maculani (Silvio Orlando) è inviato dal Papa per reprimere il movimento, ma la risata del frate si dimostra una forma di ribellione capace di minare l’autorità ecclesiastica.

Ridere come atto di resistenza

Secondo le parole del regista, “Dio ride” è il film della vita: la risata diventa un’arma contro i dogmi e le gerarchie, proprio come nel passato, ma con una chiara eco ai nostri tempi, in cui il potere teme la perdita del controllo emotivo. Il cast, arricchito da Alma Noce e Francesco Gheghi, offre interpretazioni dinamiche, mentre la scenografia ricrea fedelmente l’atmosfera toscana del periodo. Con un punteggio di 6,5, il film invita a riflettere sul ruolo della satira nella lotta contro l’oppressione, dimostrando che l’umorismo può essere tanto pericoloso quanto una spada.

Il topo di gomma: la piccola Bologna che diventa set cinematografico

Matteo Pilati, regista originario di San Pietro in Casale, ha scelto Pieve di Cento per girare Il topo di gomma, un thriller drammatico che mette a fuoco le dinamiche familiari di un giovane emiliano, Gabriele, tornato a raccogliere un’eredità. Il protagonista, interpretato da Romano Reggiani, deve confrontarsi con un padre sospettato di omicidio, trasformando la ricerca dell’eredità in un intenso confronto di verità nascoste. Il film, co-produzione tra Rufus Film e OndaFilm, sfrutta i portici, i bar e il Teatro Zeppilli del borgo, creando un ambiente quasi teatrale che ricorda “Mio fratello rincorre i dinosauri”.

Un cast di amici e volti locali

Accanto a Reggiani, il cast comprende Francesco Cavallo, Camilla Semino Favro, Alice Angelica e altri attori provenienti dal territorio, rendendo il progetto una vera collaborazione di comunità. La fotografia, curata da Yuri Santurri, valorizza le tonalità gialle della luce emiliana, mentre la colonna sonora originale di Marco Sabiu accompagna le scene più tese. Pilati racconta di aver trovato il soggetto ispirato da un corso di regia e da un progetto sull’opera di Gianni Schicchi, dove l’eredità è il filo conduttore. Il titolo rimane un mistero fino al finale, ma l’attesa è già alta tra il pubblico locale.

Accanto a queste nuove uscite, la settima arte continua a ricordarci i classici indimenticabili. Mystic River, diretto da Clint Eastwood nel 2003, rimane un punto di riferimento per chi ama i thriller psicologici: la regia di Eastwood riesce a penetrare l’anima dei personaggi, facendo rivivere ogni volta la tensione e la tragedia al centro della narrazione. Anche se non fa parte delle anteprime attuali, il film è citato spesso come esempio di maestria narrativa e dimostra che, a volte, alcune opere non invecchiano mai.

Autore

Chiara Lombardi

Chiara Lombardi, critica cinematografica con accrediti ai principali festival (Venezia, Roma), firma recensioni e analisi su film, registi e tendenze del grande schermo con rigore e passione per la settima arte.