Ogni ottobre la programmazione televisiva torna a sfogliare i grandi classici dell’orrore: Shining, L’Esorcista o i capolavori di John Carpenter. Sono pietre miliari, ma il genere è ben più vasto di quanto ci si possa immaginare. Esistono pellicole che non hanno mai raggiunto le luci dei riflettori, ma che sanno insinuarsi nella mente e rimanere impresse ben oltre i titoli di coda.
Per chi desidera trascorrere la notte di Halloween con emozioni genuine, abbiamo raccolto tre gruppi di titoli: dieci film horror quasi scomunicati, cinque produzioni attualmente disponibili su prime video e una rassegna dei preferiti dei più noti registi esperti del genere. Il risultato è una guida completa che permette di andare oltre il consueto e di esplorare angoli oscuri del cinema.
Film horror dimenticati ma imperdibili
Tra i più intriganti troviamo Session 9 (2001), girato nel vero Danvers State Mental Hospital, dove una squadra di bonificatori scopre registrazioni di una paziente dal disturbo multiplo. Lake Mungo (2008) è un falso documentario australiano su una famiglia che indaga sulla misteriosa morte della figlia Alice, lasciando lo spettatore con un finale sconvolgente. Il thriller radiofonico Pontypool – Zitto… o Muori (2008) trasforma una stazione radio in un epicentro di un virus verbale che si diffonde come una malattia.
Il suspense lento di The House of the Devil (2009) narra la storia di una studentessa assunta come babysitter durante un’eclissi lunare; la tensione si accumula per gran parte del film, per poi esplodere in un climax devastante. Trick ’r Treat – La Vendetta di Halloween (2007) intreccia quattro storie ambientate nella stessa notte, con la piccola creatura in costume da zucca, Sam, che vigila sul rispetto delle regole della festa.
Dal Sud-Corea, The Wailing – Gokseong (2016) combina indagini poliziesche, riti sciamanici e omicidi inspiegabili, frutto di una ricerca approfondita sullo sciamanesimo dell’isola di Jeju. Starry Eyes (2014) segue Sarah, un’aspirante attrice che scopre che il prezzo del successo è la perdita della propria identità. The Blackcoat’s Daughter (2015) si svolge in un collegio cattolico vuoto, dove due ragazze affrontano presunte possessioni demoniache.
Nel panorama più recente, His House (2020) racconta le vicende di una coppia di rifugiati sudanesi che, una volta stabilitisi a Londra, scoprono una presenza sinistra nella loro nuova casa. Hole – L’abisso (2019) segue una madre e il figlio che scoprono una buca misteriosa nel bosco, scatenando comportamenti sempre più strani. Infine, Speak No Evil (2022) trasforma un weekend di ospitalità in Olanda in un incubo psicologico, dove l’apparente gentilezza nasconde una minaccia latente.
Horror su Prime Video per una maratona di Halloween
Chi possiede un abbonamento a Prime Video può immediatamente tuffarsi in cinque titoli che hanno già fatto tremare il pubblico. Hereditary – Le radici del male (2018) è più di un semplice horror: è un viaggio nella psiche di una famiglia segnata da un trauma, con un climax che rimane impresso nella memoria. The Witch (2015) offre un’atmosfera opprimente nella New England del 1600, dove fede e superstizione si intrecciano in una spirale di paranoia.
Il concetto di una presenza che non smette mai di inseguire è al centro di It Follows, un film che trasforma ogni passante in una possibile minaccia, facendo crescere la tensione a dismisura. L’Occhio del male (Evil Eye) scava nelle dinamiche familiari, con una madre che sospetta del nuovo fidanzato della figlia, portando lo spettatore a dubitare di ogni gesto. Infine, Nocturne combina l’ambiente del conservatorio con una trama psicologica di ossessione e segreti, trasformando la musica stessa in uno strumento di terrore.
I film horror più amati dagli autori del genere
Registi e sceneggiatori specializzati in horror hanno spesso una lista personale di pellicole che li hanno influenzati. Edgar Wright cita A Venezia… un dicembre rosso shocking (1973) di Nicolas Roeg, un film che mescola lutto e mistero in una Venezia spettrale. Remi Weekes preferisce Lo sconosciuto del lago (2013), che esplora il delicato equilibrio tra desiderio e paura.
Luna Carmoon resta affascinata da La casa nera (1991) di Wes Craven, un’opera che denuncia la cannibalizzazione delle comunità operarie attraverso la lente dell’orrore. Rob Savage elogia Suspense (1961) di Jack Clayton, definendolo un classico senza tempo che combina sobrietà visiva a una sceneggiatura intricata. Infine, Zach Lipovsky non può non menzionare Jurassic Park (1993), un film che ha ridefinito la suspense e l’empatia per i personaggi, lasciando un segno indelebile anche nel panorama horror.
Queste scelte dimostrano che il confine tra horror tradizionale e sperimentale è sottile, e che le opere più influenti spesso nascono al di fuori del mainstream. Consultare le preferenze di chi crea film di paura può aprire nuove strade per chi desidera ampliare la propria libreria di brividi.



