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27 Ottobre 2026

Clayface: il nuovo film horror del DCU tra violenza e vendetta

Clayface sorprende con violenza, metamorfosi e un incasso che supera le aspettative.

Clayface: il nuovo film horror del DCU tra violenza e vendetta

Il segreto di Clayface è riuscire a trasformare un personaggio secondario dei fumetti in un protagonista capace di dominare le sale. Realizzato da James Watkins e scritto da Mike Flanagan, il film arriva nel cuore del DC Studios con l’obiettivo di unire l’estetica del body horror a quella di un tipico thriller di supereroi. Il risultato è un’opera che oscilla tra l’orrore grafico e la drammatica ricerca di identità, senza mai dimenticare le radici violente dei comic-book. La sceneggiatura parte da una premessa che, a prima vista, sembra banale: un attore in ascesa perde il volto per mano di un boss criminale, ma il percorso successivo è tutt’altro che convenzionale.

Nel film, Matt Hagen (interpretato da Tom Rhys Harries) è un giovane star che vede la propria carriera rovinata da una brutale aggressione. Il suo desiderio di riprendere il controllo lo porta a sperimentare una terapia nanotech sviluppata dalla dottoressa Caitlyn Corr (Naomi Ackie). Il trattamento, però, non si limita a ricostruire il volto: conferisce a Hagen la capacità di assumere le sembianze di chiunque desideri, trasformandolo in una sorta di camaleonte violento. Da qui nasce la spirale di vendetta, alimentata da una violenza sempre più cruda e da scene di puro body horror che ricordano i classici del genere.

Il film Clayface: un villain che diventa incubo di body horror

L’ambientazione è tipicamente gotica: Gotham avvolta da nebbia, luci al neon che illuminano solo i punti più oscuri della città. In questo scenario, il protagonista si muove tra scene di intenso gore, occhi che mutano, e trasformazioni fisiche che diventano metafora della perdita di sé. La regia di James Watkins fa largo uso di inquadrature strette e combattimenti crudi, enfatizzando la disumanizzazione progressiva di Hagen. Nonostante il film si proponga come “primo horror vero” dell’universo dei supereroi, la struttura narrativa rimane fedela alle convenzioni dei film di vendetta, con un crescendo di violenza che culmina in un confronto finale a bordo di un aereo in forte turbolenza.

Identità, maschera e perdita di sé

Il tema centrale è la maschera: il volto di Hagen non è più un semplice elemento estetico, ma l’unico strumento di riconoscimento nella sua carriera di attore. La sua ossessione per l’immagine si trasforma in una prigione quando la tecnologia gli permette di indossare ruoli diversi, ma allo stesso tempo lo svuota della propria essenza. La dottoressa Corr, nel tentativo di guidare il trattamento, ammette di non sapere più chi sia davvero, un’affermazione che risuona in tutto il film. L’uso costante di flashback sulla sua infanzia violenta e sul rapporto con un padre autoritario contribuisce a spiegare la sua rabbia repressa, ma non giustifica le azioni criminali compiute durante la metamorfosi.

Incassi, criticità e accoglienza del pubblico

Dal punto di vista commerciale, Clayface si è dimostrato più solido di quanto suggerissero le prime recensioni. Nel fine settimana d’apertura negli Stati Uniti il film ha raccolto 24 milioni di dollari, portando il totale globale a 43 milioni, cifra che ha già coperto il budget di produzione di 35 milioni. Questo risultato lo posiziona tra i più redditizi titoli DC dell’ultimo decennio, superando la recente delusione di Supergirl. Inoltre, il rating su Rotten Tomatoes si attesta al 75 % con un pubblico che ha assegnato un sorprendente 94 % di gradimento, segnale che la combinazione di horror e azione ha convinto gli spettatori più esigenti.

Numeri al botteghino e confronto con altri titoli DC

Confrontando le performance, Clayface risulta più efficiente rispetto a The Batman (che ha incassato oltre 770 milioni ma con un budget di 200 milioni) e al primo film del nuovo DCU di James Gunn, che ha attirato 618 milioni con un budget di 225 milioni. La differenza principale è il rapporto tra investimento e ritorno: Clayface ha recuperato il suo costo in pochi giorni, dimostrando che un film di nicchia, se ben posizionato nel mercato dell’horror, può generare profitto anche senza la presenza di un eroe tradizionale. Il successo commerciale, unito alla risposta critica mista ma spesso positiva, indica che il pubblico è disposto a esplorare nuove frontiere narrative all’interno dell’universo DC.

Autore

Chiara Lombardi

Chiara Lombardi, critica cinematografica con accrediti ai principali festival (Venezia, Roma), firma recensioni e analisi su film, registi e tendenze del grande schermo con rigore e passione per la settima arte.