Alla conferenza tenuta a Lucca Comics and Games il maestro Go Nagai ha tracciato un percorso che collega la tradizione letteraria italiana alle origini del suo immaginario robotico. La conversazione ha messo a fuoco come vecchie leggende, il concetto di demone e opere classiche abbiano alimentato la creazione di personaggi e macchine che hanno poi trovato spazio nella cultura popolare.
Nel raccontare la propria esperienza, Nagai ha ripercorso tappe creative fondamentali, spiegando come idee apparentemente lontane — mito, fantascienza, dramma umano — si siano fuse per dare vita a figure divenute iconiche. Anche il rapporto con il pubblico, le mostre e il collezionismo sono emerse come componenti importanti della storia delle sue opere.
Il legame tra la Divina Commedia e l’immaginario dei demoni
Il senso estetico e narrativo di Go Nagai attinge direttamente a fonti antiche. Lo ha sintetizzato chiaramente: “Nella storia umana ci sono sempre state tante storie di demoni e personaggi malvagi in tutte le epoche.” Questa osservazione spiega perché il motivo demoniaco ricorra così spesso nelle sue opere: non è mera estetica, ma un riadattamento di archetipi per funzionare all’interno di storie moderne. In particolare, Nagai ha indicato l’Inferno di Dante come fonte d’ispirazione concreta: “Inferno di Dante: la Divina Commedia e i suoi demoni sono stati fondamentali per la creazione delle mie creature.“
Genesi dei mecha: Mazinger, Goldrake e i protagonisti che si trasformano
Parlando della nascita dei suoi robot, il sensei ha spiegato l’idea originaria: progettare figure pilotate dall’uomo con una coscienza umana al centro. Da quelle intuizioni sono emersi personaggi fondamentali come Koji Kabuto e i prototipi del genere mecha. Nagai ha poi chiarito la natura unica di alcuni eroi: “Actarus è un personaggio alieno che assume forma umana per nascondersi dai nemici, ma quando essi attaccano è costretto a tornare alla sua vera forma per combattere.” Per quanto riguarda un altro protagonista tipico, ha ricordato che Hiroshi Shiba è un cyborg la cui trasformazione lo rende parte integrante del robot, quasi la sua testa vivente.
Il senso di queste soluzioni narrative non deriva dall’imitazione dei supereroi americani: “Non mi sono ispirato ai supereroi americani: volevo solo creare soluzioni narrative funzionali alle storie di Jeeg e Goldrake.” Queste parole rimarcano l’intento pragmatico alla base della creazione: strumenti narrativi pensati per supportare trama e personaggi.
Preoccupazioni contemporanee: droni, guerra e proteste giovanili
Il confronto con il presente ha portato Nagai a esprimere timori concreti: ciò che in passato pareva pura fantascienza oggi assume forme diverse, come l’uso dei droni nei conflitti reali. L’artista ha definito inquietante il vedere tecnologie che evocano i mecha impiegate in scenari bellici, un’idea che nelle sue opere era nata spesso come uno «incubo». Parallelamente ha osservato il ruolo della società civile: la capacità dei giovani di manifestare la propria insoddisfazione è, secondo lui, la risposta naturale a sistemi che non funzionano come dovrebbero, e la protesta è un canale per farsi sentire.
Restauro del Museo di Wajima e iniziative culturali
Il discorso pubblico di Nagai ha incluso anche il legame con luoghi e istituzioni: la distruzione e la successiva volontà di ricostruzione del Museo di Wajima hanno suscitato in lui grande partecipazione emotiva. Per sostenere tali progetti è stata annunciata una mostra a Kyoto dedicata alle sue opere i cui proventi andranno in beneficenza per i fondi di ricostruzione.
Il futuro del manga: digitale, intelligenza artificiale e cambiamento degli autori
Nagai ha offerto anche una riflessione sul mestiere del mangaka: rispetto al passato il numero di autori è cresciuto di “venti o trenta” volte, e la transizione dal lavoro su carta al mondo digitale rappresenta, per lui, una trasformazione affascinante. Pur non essendo pratico delle nuove tecnologie, si è detto interessato a comprendere l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla creazione artistica, pur riconoscendo la complessità della sfida etica e operativa che essa comporta.
Infine, pensando a nuovi personaggi, Nagai ha spiegato che oggi privilegerebbe tratti morali e spirituali: “Se dovessi creare un nuovo personaggio oggi, più che sulla forza fisica mi concentrerei sulla forza dello spirito e sulla virtù.” Questa indicazione segnala una sensibilità verso eroi che rappresentino valori interiori più che prestazioni belliche.
Nel complesso, l’intervento del maestro ha intrecciato memoria, letteratura e attualità, riconnettendo l’opera di un autore iconico con le tensioni culturali e tecnologiche del presente, senza rinunciare a celebrare il rapporto con i fan e la diffusione delle sue creazioni attraverso mostre, merchandising e collezionismo.



