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Il film tv su Carlo Acutis batte la concorrenza di Rai 1

Il racconto di Carlo Acutis ha trionfato in TV, attirando milioni e rinnovando il gusto per le buone notizie.

La domenica 27 settembre, nella fascia serale di prima visione, Canale 5 ha trasmesso Il mio nome è Carlo il film tv che narra la vita di Carlo Acutis. Il racconto, curato dal regista Giacomo Campiotti, ha riscosso un successo inatteso, raccogliendo più di 4 milioni e 269 mila spettatori e conquistando quasi il 30 % di share nazionale.

Il risultato ha superato di gran lunga la programmazione rivale della stessa serata, la commedia Lo sposo indeciso su Rai 1, fermatasi al 10,8 % di share.

Record di ascolti: oltre 4 milioni di spettatori su Canale 5

Il picco più alto della trasmissione ha raggiunto il 40 % di share, una percentuale rara per un film tv in prima serata. In numeri concreti, il programma ha colpito 4 268 000 persone, superando di oltre 2 milioni la media dei programmi domenicali di Mediaset.

Il film tv è stato il più seguito della serata, dimostrando che una narrazione basata su “buone notizie” può competere con i tradizionali format di intrattenimento di massa.

Concorrenza di Rai 1: la vittoria di una proposta diversa

Rai 1, con la sua proposta comica, si è fermata al 10,8 % di share, evidenziando il divario rispetto al contenuto di carattere spirituale e contemporaneo offerto da Mediaset. La differenza non è stata solo numerica; è stato il pubblico a manifestare una preferenza netta per una storia di fede vissuta in modo pratico, priva di sensazionalismi.

Il richiamo dei giovani: chi è Carlo Acutis per le nuove generazioni

Il target 15-34 ha registrato uno share del 32,6 %, confermando che la fascia più giovane è stata la spina dorsale del successo. Adriano Fabris professore di Filosofia morale e di Etica della Comunicazione all’Università di Pisa, ha sottolineato che i giovani non sono indifferenti, ma cercano modelli concreti di bontà: “Carlo è il ragazzo della porta accanto, la cui santità è quotidiana e accessibile”.

Santità quotidiana e tecnologia

Carlo Acutis è stato il primo santo dell’era digitale: la sua passione per l’informatica e la creazione di siti web dedicati ai miracoli eucaristici lo hanno reso un modello per le nuove generazioni. La madre, Antonia Salzano Acutis ha ricordato che il figlio “ha limitato l’uso della PlayStation a un’ora alla settimana, scegliendo di dedicarsi alla preghiera e al servizio”. Questa combinazione di fede e tecnologia ha colpito profondamente gli spettatori più giovani.

Impatti culturali e prospettive per la televisione

Il successo di Il mio nome è Carlo è interpretato da molti come un segnale di cambiamento nella programmazione televisiva. Fabris ritiene che la tradizionale formula delle “3 S” (sangue, soldi, sesso) sia ormai saturata, aprendo spazio a contenuti che valorizzino le “buone notizie”. La madre di Carlo, intervenuta in occasione della prima al cinema Ariosto di Milano, ha aggiunto che la sua storia dimostra “come la fede possa essere vissuta senza ostentazione, anche in una società dominata da logiche di potere”.

Parallelamente al film tv, è stato lanciato il documentario Carlo Acutis. Il giovane santo che utilizza foto e video inediti della famiglia per approfondire il percorso spirituale del santo. Entrambi i progetti, trasmessi in periodi diversi ma vicini, evidenziano l’interesse crescente del pubblico per testimonianze autentiche e per una narrazione che coniughi fede e vita quotidiana.

Scritto da Susanna Riva

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