Monarch usa Axis Mundi per collegare Hollow Earth e il passato, aprendo scenari che richiamano Godzilla vs. King Ghidorah e le ambizioni di Apex
La seconda stagione di Monarch: Legacy of Monsters ha introdotto un elemento che ridefinisce le dinamiche narrative dello show: il viaggio nel tempo attraverso il misterioso Axis Mundi. In episodi come “Requiem” e “String Theory” emergono rivelazioni che collegano il regno ancestrale di Kong, la cosiddetta Hollow Earth, alla nostra realtà, consentendo scambi temporali sorprendenti. Un tunnel scoperto nel 1982 da Lee Shaw trasporta infatti un segnale inviato nel 1962, svelando che il nodo tra i mondi può alterare la linea temporale e diventare uno strumento potente nelle mani giuste.
Questa scelta di scrittura non è solo un espediente spettacolare: mette in luce conflitti morali e scientifici già presenti nel MonsterVerse. Personaggi come Isabel Simmons — interpretata da Amber Midthunder e figlia adottiva del fondatore di Apex Cybernetics — esplicitano la volontà di usare l’energia dell’Axis Mundi per cancellare eventi traumatici, a cominciare dal tragico G-Day. L’uso della tecnologia e della scienza per riscrivere la storia pone questioni etiche che il franchise affronta con riferimenti alle sue storie più iconiche.
Nel cuore della svolta narrativa c’è il concetto di Axis Mundi, descritto come il collegamento che unisce la Hollow Earth con il nostro pianeta. Lo show lo rappresenta come una sorta di canale energetico che non si limita a trasportare materia, ma permette anche il trasferimento temporale di informazioni e persone. Questo spiega l’enigma del segnale: un messaggio inviato nel 1962 riemerge in una galleria del 1982, dimostrando che l’Axis Mundi opera su più piani temporali. La conseguenza narrativa è profonda, perché apre alla possibilità di comunicazioni intergenerazionali e di azioni che possono cambiare il corso degli eventi, rendendo il tempo un terreno di scontro oltre che di scoperta.
Uno dei momenti più potenti è lo scambio tra le versioni anziana e giovane di Lee Shaw, che sullo schermo vengono interpretate rispettivamente da Kurt Russell e da Wyatt Russell. La scena non è soltanto un espediente tecnico: diventa un confronto emotivo e narrativo che riscrive la traiettoria di Monarch. Il dialogo tra passato e presente introduce una dinamica nuova nella gestione della colpa e delle scelte, mostrando come la possibilità di correggere un errore possa essere tentatrice ma anche pericolosa.
La scelta di inserire il viaggio nel tempo nella serie richiama un precedente cinematografico della saga: Godzilla vs. King Ghidorah, in cui un gruppo chiamato Futurians arriva dal 2204 per impedire la nascita di Godzilla come minaccia globale. Anche lì la manipolazione storica nasce dalla convinzione che il mondo stia meglio senza il Titano. Nel corso del MonsterVerse, il ruolo di King Ghidorah si è consolidato come antagonista centrale, mentre elementi di quella trama — come l’uso di ossa titaniche per costruire MechaGodzilla — sono stati recuperati nei film successivi. Questi rimandi rendono la scelta di Monarch coerente con le ossature della mitologia condivisa.
Il collegamento con Apex Cybernetics rende la vicenda ancora più stratificata: l’azienda, introdotta in Godzilla vs. Kong, utilizza risorse titaniche per perseguire obiettivi di controllo e potere. Isabel Simmons appare come erede di quell’ambizione, convinta che cancellare il G-Day possa salvare il futuro. Questo tema ricorre spesso nella fantascienza: la tentazione di riscrivere il passato per un presunto bene collettivo. Monarch mette in scena sia la fascinazione tecnologica sia i pericoli di un intervento che potrebbe destabilizzare equilibri già fragili.
L’apertura al viaggio temporale amplia le possibilità del racconto: permette intrecci tra epoche, l’emergere di nuovi Titani e la riconsiderazione delle scelte dei personaggi principali. L’interazione tra le due versioni di Shaw dimostra come il passato abbia ancora voce nel presente, e lascia intuire che Monarch possa sfruttare questa meccanica per esplorare temi di colpa, redenzione e responsabilità. Pur essendo un dispositivo rischioso per molte serie di fantascienza, qui viene utilizzato con attenzione, combinando emotività, riferimenti al franchise e potenziali colpi di scena che manterranno vivo l’interesse del pubblico.
In conclusione, l’introduzione dell’Axis Mundi come veicolo di viaggio nel tempo rappresenta una delle scelte più audaci di Monarch: Legacy of Monsters. Richiamando storie come Godzilla vs. King Ghidorah e intrecciando le ambizioni di Apex con dilemmi morali profondi, la serie amplia il suo raggio d’azione senza tradire le radici del MonsterVerse. Per chi segue la saga, questo sviluppo offre suggestioni interessanti su come passato e futuro possano entrare in conflitto per il destino dei Titani e degli esseri umani che li circondano.