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3 Novembre 2026

No Rest for the Wicked vince il Monsters di Taranto

Il Monsters di Taranto ha chiuso la nona edizione premiando No Rest for the Wicked di Kasper Kalle e il corto italiano Everblind di Camillo Sancisi.

No Rest for the Wicked vince il Monsters di Taranto

La nona edizione del Monsters – Fantastic Film Festival si è svolta a Taranto dal 22 al 31 ottobre e si è conclusa in uno Spazioporto affollato: dieci giorni durante i quali sono stati proiettati 75 film, con 15 prime nazionali e proiezioni distribuite in otto location della città.

Il palinsesto ha alternato anteprime, retrospettive e incontri con autori, mentre la giuria ufficiale ha assegnato i premi principali. Tra gli ospiti e i riconoscimenti, sono emersi titoli che hanno dialogato con tradizione, sperimentazione e linguaggi del fantastico.

No Rest for the Wicked di Kasper Kalle miglior lungometraggio

Il premio per il Miglior Lungometraggio del Concorso Internazionale è andato a No Rest for the Wicked (coproduzione Danimarca/Islanda/Isole Faroe) del regista Kasper Kalle. Ambientato nel 1862 nelle Isole Faroe, il film mette al centro una storia d’amore proibito tra un pescatore e un baleniere che, sopravvivendo alla tragedia, risveglia forze soprannaturali capaci di sconvolgere l’intera comunità.

Motivazione della giuria

La giuria composta da Eugenio Ercolani, Catriona MacColl e Juan Sebastian Torales ha spiegato la scelta sottolineando come: “Gli amori disperati e le separazioni dolorose legate alla dura vita di mare hanno dato origine a numerose storie spettrali intrise di romanticismo e melodramma” e definendo il film «un prezioso contributo a questo brumoso immaginario». I giurati hanno apprezzato la capacità del regista di muoversi nei territori del genere senza scadere in cliché, e di far emergere come vero nucleo d’orrore il microcosmo del villaggio, dove ignoranza e religione si intrecciano.

Premi di regia, corti e riconoscimenti speciali

Il Premio per la Miglior Regia è stato assegnato a Harrison Atkins per Sour Minnows (USA), opera seconda che ha colpito la giuria per il suo stile visionario e la capacità di deformare la quotidianità di un ragazzo della provincia americana. Tra i cortometraggi, il riconoscimento più alto del Concorso Internazionale è andato a Everblind di Camillo Sancisi, che si è aggiudicato anche il premio come Miglior Corto Italiano istituito in questa edizione.

Everblind: stop motion e allegoria ecologica

Everblind è ambientato in un futuro distopico dove la protagonista, Altea, vive in una radura chiusa e sottoposta a rituali imposti da un «creatore». Il corto, realizzato con la tecnica della stop motion, è stato scelto dalla giuria composta da Giusy De Nicolo, Giulia Galli e Federico Zecca per la sua forte originalità visiva e per l’efficacia allegorica in pochi minuti di racconto: «una radura chiusa come una pupilla», abitata da figure dagli occhi enormi condotte a rinunciare alla vista.

Il premio per la Miglior Regia nella sezione cortometraggi è andato a The 57th Murder di Jud Willmont (Cina, 2025), mentre una menzione speciale è stata attribuita a The Black Cat di Amir Souri (Iran, 2025). La giuria studenti del Progetto Pricò – Il cinema è Giovane ha consegnato il proprio premio a The Last Cheap House di Meg Favreau (USA, 2025), che ha inoltre ricevuto una menzione speciale per Paleogene di Lorenzo Rizza.

Eventi, ospiti e partecipazione a Taranto

Il festival ha dedicato spazio anche alle retrospettive su figure chiave del fantastico e a proiezioni sonorizzate dal vivo. Tra i momenti celebrativi, la consegna del Premio Maestri del Fantastico a Pino Donaggio, Mariano Baino e Catriona MacColl ha attirato grande attenzione. Proiezioni in anteprima come Astrolatry di David Gordon e titoli sperimentali come Privadas de suas vidas / Bowels of Hell di Gustavo Vinagre e Gurcius Gewdner hanno suscitato reazioni vivaci da parte del pubblico.

La chiusura all’Spazioporto ha sancito la chiusura di una manifestazione che ha confermato la sua vocazione internazionale e la capacità di coinvolgere un pubblico crescente, con un aumento della partecipazione giovanile sia tra gli spettatori sia nei ruoli organizzativi e di tirocinio.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.